Marco Masini

A cosa pensi


A cosa pensi

Da sola chiusa in una stanza
cammina l’anima su e giù
hai perso la speranza
e non parliamo più
e ti vergogni a tirar fuori
il tuo veleno anche con me
ed ogni giorno muori
e allora muoio come te.
Come un teppista lo spavento
ti assale e la fragilità
la vivi come un fallimento
chi ti proteggerà?
I giorni andati e le occasioni
i sogni persi per la via
sul tuo diario delusioni
abissi di malinconia.
Il tuo dolore è senza voce
sbagliato come il mio
sei chiusa in una noce
con la paura dei tuoi vuoti immensi…
A cosa pensi senza di me
a cosa pensi che cosa c’è?
Vorrei che mi trattassi male
che ti gettassi addosso a me
con una furia di animale
per liberarti di te
e non vedere che ti arrendi
che hai voglia di buttarti via
e questo buio non l’accendi
e non hai voce anima mia!
Da sola con la tua ferita
su quanti libri cercherai
di stare al gioco della vita
che non s’impara mai
perché non prendi la mia voce
il tuo dolore è come il mio
vorrei spaccare questa noce
e liberarti dai tuoi vuoti immensi…
A cosa pensi senza di me
a cosa pensi che cosa c’è?
Vorrei saperlo anch’io
a cosa pensi, a cosa pensi amore mio…

Bella stronza


Bella stronza

Bella Stronza… che hai distrutto tutti i sogni
della donna che ho tradito
che mi hai fatto fare a pugni con il mio migliore amico
e ora mentre vado a fondo tu mi dici sorridendo ne ho abbastanza.
Bella stronza… che ti fai vedere in giro
per alberghi e ristoranti
con il culo sul Ferrari di quell’essere arrogante
non lo sai che i miliardari anche ai loro sentimenti danno un prezzo
il disprezzo… perché forse io ti ho dato troppo amore
bella stronza che sorridi di rancore…
Ma se Dio ti ha fatto bella come il cielo come il mare
a che cosa ti ribelle di chi ti vuoi vendicare
ma se Dio ti ha fatto bella più del sole e della luna
perché non scappiamo insieme non lo senti questo mondo come puzza.
Ma se Dio ti ha fatto bella come un ramo di ciliegio
tu non puoi amare un tarlo tu commetti un sacrilegio
e ogni volta che ti spogli non lo senti il freddo dentro
quando lui ti paga i conti non lo senti l’imbarazzo del silenzio
perché sei bella bella bella
bella stronza che hai chiamato la volante quella notte
e volevi farmi mettere in manette
solo perché avevo perso la pazienza… la speranza…sì
bella stronza
Ti ricordi… quando con i primi soldi
ti ho comprato quella spilla
che ti illuminava il viso e ti chiamavo la mia stella
quegli attacchi all’improvviso che avevamo noi di sesso e tenerezza
bella stronza… sì perché forse io ti ho dato troppo amore
bella stronza che sorridi di rancore…
Ma se Dio ti ha fatto bella come il cielo e come il mare
a che cosa ti ribelli di chi ti vuoi vendicare
ma se Dio ti ha fatto bella più del sole e della luna
esci dai tuoi pantaloni mi accontento come un cane degli avanzi
perché sei bella bella bella
mi verrebbe di strapparti quei vestiti da puttana
e tenerti a gambe aperte finché viene domattina
ma di questo nostro amore così tenero e pulito
non mi resterebbe altro che un lunghissimo minuto di violenza
e allora ti saluto… bella stronza.

Caro babbo


Caro babbo

Mi sembravi alto altissimo quando ero piccolino
eri il mio gigante buono che giocava a nascondino
mi batteva forte il cuore mentre stavo ad aspettare
felice di nascondermi ma anche di farmi trovare.
Ti sentivo forte e a volte mi facevi un po’ paura
ma eri il mio cavallo docile e il tappeto la pianura
e scendevo e camminavo nelle tue scarpe pesanti
fra colline di poltrone coi miei passi da gigante.
Era dolce era dolcissimo
lo ricordo e te lo dico
eri il mio più grande eroe
eri il primo vero amico
Sei però rimpicciolito i primi anni della scuola
tornavi tardi a casa e la mamma sempre sola
mi svegliavo d’improvviso e vi sentivo ancora urlare
eri sempre più nervoso e non mi stavi ad ascoltare
Altre volte mi picchiavi e le tue parole dure
spalancavano soltanto una vita di paure.
Eri assente irraggiungibile
io ti odiavo e te lo dico
eri in sogno l’uomo nero
eri a un tratto il mio nemico.
E ho portato come un lutto il tuo sangue nelle vene
ma il mio cuore per dispetto ti voleva ancora bene
e ora babbo te lo scrivo come quando ero bambino
come quando per trovarci giocavamo a nascondino.
E ora è freddo anzi freddissimo
piango mentre te lo dico
cosa aspetti ad arrivare
babbo se mi sei amico.
Era dolce era dolcissimo
l’ho capito e te lo scrivo
quante volte io dovrò morire
per sentirmi ancora vivo?

Cenerentola Innamorata


Cenerentola Innamorata

Ho capito è una cosa seria
e poi ora non puoi parlare.
Vengo a prenderti io stasera
quando esci da lavorare.
Una breve telefonata,
lo sai bene che siamo amici.
Non è vero che sei sbagliata,
siamo tutti un po’ più infelici.
E ti ascolto parlare appena
dal tuo tenero nascondiglio.
Alla fine di questa cena
tu mi dici cha aspetti un figlio.
Lui ti ha detto che non è pronto
e che è suo non lo puoi provare,
ti ha lasciata da sola e intanto
tu da sola non sai che fare…
Era bello sentirsi amata,
nei suoi occhi vedevi il mare,
cenerentola innamorata.
A tuo padre non riesci a dirlo,
proprio a lui fiero di sua figlia,
hai paura e non vuoi ferirlo
in poltrona, mentre sbadiglia.
Di tua madre poi ti vergogni,
non vuoi dirle che ti piaceva
far l’amore, scambiarsi i sogni,
lei lo ha fatto perché doveva.
Cosa vuoi che ti posso dire,
non so darti nessun consiglio,
forse devi solo sentire
se davvero lo vuoi un figlio
di un amore una volta sola,
di un amore che non è amore,
e la notte ci pensi ancora,
mentre piangi e non sai che fare…
Ma non è vero che sei sbagliata,
nei suoi occhi vedevi il mare,
cenerentola innamorata.
Quando usciamo dal ristorante
sembri ancora più piccolina,
c’è una luna come un gigante
e parlando è già domattina.
Sotto il muro dell’ospedale
che terribile decisione,
piccolina fra il bene e il male,
piccolina su quel portone.
Poi ti fermi e ritorni indietro,
nel mio cuore me l’aspettavo,
mentre l’alba ci appanna il vetro
tu sorridi a un amore nuovo.
Con il sole ti porto a casa
ed in macchina vuoi cantare,
sei felice come una sposa
perché adesso lo sai che fare…
Perché adesso ti senti amata
e dai tuoi occhi si vede il mare,
cenerentola innamorata.

Ci vorrebbe il mare


Ci vorrebbe il mare

Ci vorrebbe il mare che accarezza i piedi
mentre si cammina verso un punto che non vedi
ci vorrebbe il mare su questo cemento
ci vorrebbe il sole col suo oro e col suo argento
e per questo amore figlio di un’estate
ci vorrebbe il sale per guarire le ferite
dei sorrisi bianchi fra le labbra rosa
a contare stelle mentre il cielo si riposa.
Ci vorrebbe il mare per andarci a fondo
ora che mi lasci come un pacco per il mondo
ci vorrebbe il mare con le sue tempeste
che battesse ancora forte sulle tue finestre.
Ci vorrebbe il mare sulla nostra vita
che lasciasse fuori, come un fiore, le tue dita
così che il tuo amore potrei cogliere e salvare
ma per farlo ancora, giuro, ci vorrebbe il mare.
Ci vorrebbe un mare dove naufragare
come quelle strane storie di delfini che
vanno a riva per morir vicini e non si sa perché
come vorrei fare ancora, amore mio, con te.
Ci vorrebbe il mare per andarci a fondo
ora che mi lasci come un pacco per il mondo
ci vorrebbe il mare con le sue tempeste
che battesse ancora e forte sulle tue finestre.
Ci vorrebbe il mare dove non c’è amore
il mare in questo mondo da rifare
ci vorrebbe il mare…
ci vorrebbe il mare…
ci vorrebbe il mare…
ci vorrebbe il mare…

Dal buio


Dal buio

Il cieco fermo sul bordo del marciapiede
aspetta che qualcuno se ne accorga
rallenti la sua fretta.
E intanto resta immobile lo sguardo spento
e fisso come se fosse in bilico
su di un profondo abisso.
Il cieco fermo ascolta e sopra il viso
impassibile di un tratto è una smorfia
una pena invisibile.
Ma nessuno la vede nel bagliore della luce
e la smorfia lentamente
dentro il viso si ricuce.
Ed ecco all’improvviso s’arresta una ragazza
il cieco fa un sorriso e timido ringrazia.
Lei certamente è bella lo sente dall’odore
nel buio si accende una stella e un vento soffia in
cuore.
Lui cerca la sua mano lei se la fa trovare
e allora parte piano e lui si lascia andare.
E saltano l’abisso senza precipitare
i due con lieve passo che sembra di volare!
Poi dolcemente atterrano sull’altro
marciapiede il cieco e la ragazza
dopo quel volo breve.
Lei dalla luce lancia un saluto luminoso!
Dal buio lui risponde timido e confuso.
Vorrebbe dirle aspetta angelo profumato
non te ne andare resta riposa il cuore e il fiato.
Ma sente che la mano allenta la sua stretta
e nel buio si spegne la stella.
Vorrebbe dirle aspetta! Ma c’è troppa confusione
e l’odore s’allontana e il cieco col bastone
prosegue la sua strada buia dondolando un po’
felice per quel niente come un dolcissimo
Charlotte!

Dentro di te fuori dal mondo


Dentro di te fuori dal mondo

Storie di giovani nelle città
angeli senza lavoro
debiti debiti con la realtà
cosa faremo io e te?
E il mondo gira intorno al mondo degli affari
ai finanzieri ai nuovi re
io voglio vivere di sogni e di colori
e questa vita che non c’è… la cerco
dentro di te
fuori dal mondo
dentro di te
nel tuo profondo… la notte
dentro di te
io mi nascondo
dentro di te… ancora
l’uno dentro l’altro amando
dentro di te.
Scoppiano il sabato le ballerine
le strade prendono fuoco
brutte canzoni le nuove poesie
urlano dentro di noi.
E il mondo gira intorno a femmine e motori
un Indianapoli del “look”
bisogna vivere con l’anima di fuori
in questo grande “elettroshock”… invece
dentro di te
c’è un altro mondo
dentro di te
nel tuo profondo… c’è un sole
dentro di te
che sta nascendo amore
dentro di te
ancora vivo mentre sto morendo…
dentro le tue labbra di dolcissime bugie
dentro la tua anima e le sue malinconie
dentro a questo essere felici che non c’è
l’uno dentro l’altro amando
dentro di te…

Disperato


Disperato

Quando tu
metti in moto
come me
senza te
quando tu
spacchi il vetro
come me senza te.
Quando stai
in agguato come me
senza te.
E quando sei disperato
come me senza te.
E quando torno a lei mi faccio quasi pena
e più che non ci sei e più che voglio te
voglio ancora le tue dita che graffiano la schiena
lei non è una via d’uscita e forse non ce n’è.
E quando sei disperato
come me senza te
e quando sai di essere sbagliato
come me che muoio senza te.
E me ne frego della libertà
stanotte vado e spacco la città
con questo ago disperato in me
…senza te
e allora annaffio il muro con il mio veleno
amore a muso duro accidenti a te
accidenti a questa vita che corre come un treno
no non c’è una via d’uscita lo so che non ce n’è.
Quando sei disperato
come me senza te disperato.
Come me che muoio senza te… senza te…

Le ragazze serie


Le ragazze serie

Le ragazze serie
non ci sono più
toccano il sedere
dandoti del tu
le ragazze serie
son rimaste in tre
e hanno le frontiere
chiuse come te
le ragazze serie
dicono di no
cadono in amore
solamente un po’…
e beviti un bicchiere
di felicità
aprimi il tuo cuore
e dopo si vedrà.
Amore troppo serio
che aspetti il desiderio
e quando arriva te ne vai
amore sempre uguale
amore senza sale
che non ti lasci andare mai.
Le ragazze serie
son rimaste in tre
due si fanno suore
l’altra è toccata a me…
fatti un po’ vedere
l’ultima sei tu
le ragazze serie
non ci sono più!
non ci sono più!
E le ragazze serie
è vero non ci sono più!
è vero non ci sono più!

Vaffanculo


Vaffanculo

Se mi guardo nello specchio
con il tempo che è passato
sono solo un po’ più ricco
più cattivo e più invecchiato
è l’amara confessione
di un cantante di successo
forse è l’ultima occasione
che ho di essere me stesso
Quando ho smesso di studiare
per campare di illusioni
sono stato il dispiacere
di parenti e genitori
ero uno di quei figli
sognatori adolescenti
che non vogliono consigli
e rispondono fra i denti
Vaffanculo Vaffanculo
Ma la musica è cattiva
è una fossa di serpenti
e per uno che ci arriva
quanti sono i fallimenti
mi diceva quella gente
che s’intende di canzoni
hai la faccia da perdente
mi dispiace non funzioni
Masini Vaffanculo
Vaffanculo Vaffanculo
Non importa se ho pianto e sofferto
questa vita fa tutto da sé
e nella musica solo ho scoperto
il bisogno d’amore che c’è
Chi lo sa che cosa è vero
in un mondo di bugiardi
non si può cantare il nero
della rabbia coi miliardi
siamo tutti conformisti
travestiti da ribelli
siamo lupi da interviste
e i ragazzi sono agnelli
che ti scrivono il dolore
nelle lettere innocenti
e la loro religione
è di credere ai cantanti
ma li trovi una mattina
con la foto sul giornale
in quell’ultima vetrina
con la voglia di gridare
al mondo Vaffanculo
Vaffanculo Vaffanculo
Mi dimetto da falso poeta
da profeta di questo Fan’s Club
io non voglio insegnarti la vita
perché ognuno la impara da sé
Me ne andrò nel rumore dei fischi
sarò io a liberarti di me
di quel pazzo che grida nei dischi
il bisogno d’amore che c’è
ora basta io sto male
non è giusto Vaffanculo
Nello specchio questa sera
ho scoperto un altro volto
la mia anima è più vera
della maschera che porto
finalmente te lo dico
con la mia disperazione
caro mio peggior nemico
travestito da santone
Vaffanculo Vaffanculo
Vaffanculo Vaffanculo…

Vai con lui


Vai con lui

Vai con lui
perché io non so
darti altro che guai
e una casa ed un lavoro non ce l’ho
vestiti e vai con lui
fai contenti i tuoi
non pensarci e vai
tanto io riesco a darti solo guai.
Lo conosco bene, so chi è
dolcissimo carattere, non come me
e tu lo so felice lo farai
tu sai quello che vuoi
tu ne hai diritto sai
e allora che fai?
Vestiti e vai con lui
te lo chiedo io
prendi il cuore e vai
e magari un giorno mi ringrazierai.
Ma cosa cerchi, cosa vuoi da me
rivestiti, sei libera, sarebbe inutile
stare un’altra notte dentro te
devo strapparmi sai un po’ di anima
vestiti, vestiti
vestiti e vai con lui
anche se ti vorrei dire stai con me
vestiti e vai con lui
cosa importa se io muoio senza te.
E cosa importa se non voglio
cosa importa se non vuoi
vestiti e vai con lui
vai con lui.
E cosa importa se ti voglio ancora
e ancora tu mi vuoi
vestiti e vai con lui
vai con lui…